22.09.2008 – 03.10.2008 Il nostro era il viaggio di nozze, io e mia moglie Valentina. Abbiamo deciso insieme, quando stai a sfogliare migliaia di mete, per lo più sconosciute vai più a sensazione e ad altri consigli spulciati su internet, anche se poi ha prevalso lo spirito avventuroso ed esploratore che ci contraddistingueva. Un giusto compromesso tra luoghi da scoprire, prezzo e curiosità: la Namibia! Sconosciuta… quasi a chiunque lo chiedessi. Abbiamo contattato una coppia di italiani che vivono ormai là in Africa, a Windhoek, ed hanno una agenzia di viaggi, Rolando e Nadia. Ci hanno organizzato il viaggio nei minimi particolari. Siamo partiti da Torino destinazione Windhoek con scalo a Johannesburg. A destinazione ci ha accolto Nadia che con un caloroso benvenuto ci ha accompagnato nella prima sistemazione del nostro viaggio il Windhoek Country Club. Ci ha consegnato tutti i voucers per i lodges successivi, la mappa segnata dell’intera nazione e ci ha assistito nel ritirare l’auto a noleggio: un fuoristrada Nissan Navara. Dopodichè ci ha dato qualche consiglio, alcuni li aveva specificati nella descrizione a tappe, che ci aveva preparato e poi ci ha lasciato da soli, ad assaporare già quell’aria che mi avrebbe accompagnato per il resto del viaggio. Naturalmente non saremmo mai stati soli, perchè Nadia ci spiegò che in qualsiasi momento avremo potuto chiamarla in caso di necessità. Non starò a descrivervi passo dopo passo, il nostro viaggio perchè giuro non basterebbero le pagine per descrivere i luoghi sconosciuti e meravigliosi che abbiamo vissuto, che abbiamo visitato per tredici giorni. Posso dirvi però che la Namibia è una terra seducente, come credo le terre vicine, (il Sud Africa, lo Zimbabwe, il Botswana) è una nazione che ha un equilibrio in un continente un po’ instabile, per mille ragioni e altrettante colpe, come spesso accade, per la nostra indifferenza, l’indifferenza di chi vive in un mondo ‘civilizzato’ e industrializzato. In Namibia potrete vedere una terra arida ma dai colori camaleontici, li potrai vedere dall’alto salendo su di un Baloon di Eric (mongolfiera) e far colazione in mezzo alla savana, potrai scoprire le più alte dune del mondo a Sossusvlei, scalarle, arrivare sulla cima mentre la luce del tramonto ti bacia la pelle e sentirti realizzato. In Namibia potrai percorrere una statale in terra battuta, (perchè l’asfalto è solo per le strade principali) con prati infiniti di savana con qualche alberello qua e là e poi all’improvviso ritrovarti in mezzo al deserto, alle ultime dune del Namib e arrivare alle porte di Walvis Bay, vedere il mare, l’oceano Atlantico ed una volta salito a bordo di un piccolo cabinato da otto posti carezzare le otarie che vivono nel parco naturalistico tra Walvis e Swakopmund. Dopo aver alloggiato in un hotel in riva all’oceano potrai riprendere il cammino e tra una sosta a fotografare qualsiasi springbook o giraffa o kudu che ti passa per strada e una ruota bucata, raggiungi il parco Etosha, grande quanto la Svizzera. Qui potrai sbizzarrirti nel vedere anche a circa venti metri dalla tua auto una coppia di giovani leoni che bivaccano nella savana, due elefanti che fanno l’amore, una zebra caduta nelle fauci di una leonessa. Non ti basteranno le memory card dalle fotografie che scatterai.. Potrai alloggiare in un Camp di Okonjima e uscire la mattina all’alba per fotografare ed ammirare un leopardo che va a caccia di antilopi. Potrai uscire al tramonto invece ed andare alla ricerca di una famiglia di elefanti bianchi, potrai innamorarti del loro passaggio, dei loro piccoli che li seguono come un bambino segue la propria mamma. Tornerai a Windhoek, andare in un ristorante carino del posto assieme a Rolando e Nadia e mangiare le migliori ostriche del mondo e la carne più morbida che abbia mai provato. Ancora oggi a distanza di due anni, quell’aria che respiravo il primo giorno, quell’aria che mi accarezzava mentre stavo in cima alle dune, quell’aria che mi scompigliava i capelli, mentre navigavo nell’oceano, l’aria che respirano i leoni, gli elefanti, e le creature fantastiche che ho incontrato, la sento ancora adesso… e mi richiama in continuazione… la mia Africa. Grazie ed a presto, Rolando e Nadia. Ciao da Massimiliano e Valentina.
La mia Africa


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